Da Giotto a De Chirico: uno scorcio di meraviglia a Salò

Schermata 2016-05-30 a 17.44.56La scorsa settimana ho avuto la possibilità di ammirare uno scorcio di meraviglia nella città di Salò. Non è stato un viaggio casuale, ma una scelta. Ho scelto di andare a Salò per vedere la mostra da Giotto a De Chirico. I tesori nascosti. (13 aprile – 06 novembre 2016).

Il viaggio è parte integrante della meraviglia. Sono partita da Lazise e ho scelto un’imbarcazione che privilegiasse la lentezza e non al velocità. Appena ti avvicini a Salò hai l’impressione che il tempo si sia fermato in questo posto. C’è il via vai dei turisti ma sei talmente abbagliato dalla bellezza del luogo che tutto passa in secondo piano.

Mi hanno molto colpito le parole di Giordano Bruno Guerri, Direttore del Museo, durante la conferenza stampa:

«Il momento in cui si ha la consapevolezza e la felicità di essere padre è quando l’ostetrica dà una sculacciata al neonato e lui lancia i primi vagiti. Così oggi, più o meno a nove mesi dall’apertura, diamo una sculacciata al MuSa, che è pronto alla vita». 

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Colpisce di Salò la cura dei dettagli e lo capisci passeggiando tra i suoi vicoli, un tripudio di colori che lascia il segno. Si rimane estasiati dal dedalo di viuzze e di scorci che si possono ammirare.

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Schermata 2016-05-30 a 17.54.44La mostra è stata allestita presso il MuSa di Salò, il museo della città ed è stata curata da Vittorio Sgarbi. Trovo molto felice la decisione di portare una mostra così particolare in un luogo da “scoprire” appunto.

Questa grande mostra nasce dal desiderio di illustrare – attraverso una ragionata selezione di quasi duecento opere tra dipinti e sculture – il Tesoro d’Italia “nascosto e protetto” nelle più importanti raccolte private italiane. In un arco temporale di oltre sette secoli, dalla fine del Duecento all’inizio del Novecento, da Giotto a De Chirico, l’esposizione offre un’ampia panoramica dell’evoluzione degli stili, delle correnti e delle figure principali della storia dell’arte italiana. Schermata 2016-05-30 a 18.03.34

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Uno spettacolo per gli occhi e la mente. Man mano che si scopre la collezione si rimane assolutamente rapiti dalle atmosfere, dalle luci, dai colori le sfumature e soprattutto dalla ricchezza delle opere esposte. Opere che consentono a chi osserva di beneficiare del genio italiano in tutta la sua potenza espressiva.

Le opere, circa 180, provenienti soprattutto da Fondazioni e da Collezioni private, non seguono un tema specifico, ma sono esposte con l’intento di narrare l’evoluzione della storia dell’arte italiana dagli esordi con le opere del celebre Giotto, straordinario precursore del disegno in pittura, fino a Giorgio De Chirico.

La mostra si apre con due magnetiche teste muliebri marmoree, prime sculture “italiane” riferite a un maestro federiciano della metà del Duecento, seguite da una tavola con la Madonna di Giotto che, per primo, superò gli schemi bizantini giottesca è il San Giovanni Evangelista del celebre scultore e architetto senese Tino di Camaino, la Croce del Maestro del Crocifisso Croci e la Croce astile del Vittoriale degli italiani.

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La selezione delle opere dalla fine del Quattrocento al Settecento offre al visitatore un’ampia panoramica sulla gloriosa scuola pittorica locale, con una larga rappresentanza di artisti lombardi o presenti sul territorio, tra Milano, Bergamo, Brescia e Verona: i leonardeschi Bernardino Luini, Giampietrino e Bernardino Ferrari, Agostino da Lodi e il Bergognone, Altobello Melone, Giovan Gerolamo Savoldo, Girolamo Romanino, Francesco Prata da Caravaggio, Tanzio da Varallo, Francesco Cairo, Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone, Agostino Santagostino, Giacomo Ceruti, e ancora del veneziano Andrea Celestie del lucchese Pietro Ricchi, attivi entrambi sul Lago di Garda.

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L’esposizione, che si sviluppa in circa 10 sale, traccia lo svolgimento e l’evoluzione della storia dell’arte in un tour geografico che vede coinvolte le regioni italiane dal Nord alle isole attraverso opere pittoriche e scultoree che portano le firme di Giotto, Guido Reni, Tiziano Vecellio, il Guercino, Bernardino Mei e, in epoca più recente, quelle di Aroldo Bonzaghi, Casorati, De Pisis, Morandi, De Chirico, Guttuso per finire con le sculture di Libero Andreotti e di Wildt. 

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Nel mezzo, una ricca selezione di opere dalla fine del Quattrocento al Settecento e l’ avvincente stagione della pittura dell’Ottocento, rappresentata – tra gli altri – dai capolavori di Gaetano Previati, Giovanni Boldini ed Ettore Tito.

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Spiccano, oltre i dipinti, i capolavori degli scultori Stefano da Putignano, pugliese, autore di un Angelo con cartiglio, del Giambologna, di cui si espone un nobile Cristo redentore, del fiorentino Giuseppe Piamontini, autore di due importanti busti in marmo, e ancora del genovese Filippo Parodi, di cui si presentano due strepitose Allegorie dell’Inverno e della Primavera. Il percorso non poteva trascurare alcune delle personalità più significative della pittura del Seicento tra Roma e Napoli, come il Pomarancio, Giovanni Battista Gaulli detto Baciccio, Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, Andrea Sacchi, Jusepe de Ribera, Battistello, il Maestro di Fontanarosa, Francesco Cozza, Luca Giordano e Francesco Solimena.

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L’avvincente stagione della pittura dell’Ottocento è rappresentata poi dai capolavori di Antoon Sminck Pitloo, Antonio Basoli, Filippo Palizzi, Domenico Morelli, Odoardo Borrani, Federico Rossano, Niccolò Cannicci, seguiti da Antonio Mancini, Vincenzo Volpe, Vincenzo Migliaro, Gaetano Previati, Giovanni Boldini ed Ettore Tito.

In chiusura, approdati al Novecento, attorno ad otto significativi dipinti di Giorgio De Chirico, sono raccolte altre importati opere di più celebri maestri del XX secolo, tra cui, solo per citare i più noti, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Aroldo Bonzagni, Filippo De Pisis, Alberto Savinio, Achille Funi, Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Giacomo Manzù e Cagnaccio di San Pietro.

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Schermata 2016-05-30 a 19.43.21Oltre alla mostra è possibile visitare (con lo stesso biglietto ) anche altre sezioni del museo del museo suddivise in diverse aree tematiche: geografia del territorio lacustre, storia dall’età veneziana alla Repubblica Sociale Italiana; l’osservatorio meteo sismico (in quanto Salò è tristemente famosa per alcuni recenti eventi tellurici); la liuteria, gli studi anatomici di Giovan Battista Rini, la Civica raccolta del disegno e la galleria di salodiani illustri.

A margine della mostra “Da Giotto a de Chirico”, dieci scultori, variamente figurativi e tecnicamente agguerriti, mostrano al MuSa di Salò la loro speciale attitudine a rappresentare, attraverso la figura umana, e comunque la figurazione, una intensissima condizione spirituale, una verità interiore che li astrae da ogni realismo, al quale pure essi sembrano orientati. Si tratta di Giuseppe Bergomi, Livio Scarpella, Luigi Serafini, Gaetano Pesce, Girolamo Ciulla, Filippo Dobrilla, Ugo Riva, Santo Alligo, Sara Bolzani e Nicola Zamboni.

Quando arrivi in cima al museo la cosa che colpisce è la luce che filtra dalle grandi finestre ad arco. Una vista sul lago che è balsamo per gli occhi.

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Vi consiglio vivamente di andare a vedere questa mostra e di scoprire Salò, vi lascio con il bellissimo tramonto che ha accompagnato il mio rientro a Lazise.

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