Seurat-Van Gogh-Mondrian. La rivoluzione del colore.

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Qualche giorno fa ho avuto la possibilità di vedere una mostra molto interessante presso il Palazzo della Gran Guardia di Verona. Ogni volta che mi accingo a visitare una mostra evito le audioguide, piuttosto propendo per musica di sottofondo e questa volta ho scelto le melodie di Kai Engel.

Prima di andare a vedere questa mostra ho letto un bellissimo libro che vi suggerisco: Van Gogh. Tutti i dipinti, mi ha permesso di conoscere meglio questo artista e la sua straordinaria storia.

Vincent Van Gogh sosteneva che i migliori dipinti sono tocchi di colore l’uno vicino all’altro. Mai parole furono più calzanti e vere.

Ho riflettuto su un aspetto che sembra di minore importanza ma non lo è affatto. Come sono giunte fino a giorni nostri queste opere? Grazie a “Collezionisti-Mecenati” figure dal fascino indiscusso che alla stregua di un rabdomante hanno saputo anticipare i tempi e riconoscere il talento laddove molti vedevano dei semplici “puntini”.

I 70 incredibili capolavori esposti nella mostra arrivano dal Kröller Müller Museum di Otterlo. La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con il Museo, mentre i curatori sono Liz Kreijn e Stefano Zuffi.

Il percorso espositivo racconta l’epocale svolta che avviene tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando le sorprendenti tele di George Seurat e di Paul Signac aprono una pagina nuova nella storia dell’arte: Il “Post-impressionismo”. Il pointillisme è la tecnica pittorica che domina tra molti artisti di Olanda e Belgio. Il colore non è steso sulla tela in maniera uniforme e tradizionale, bensì ottenuto tramite puntini o trattini di molti colori diversi, che danno all’occhio una percezione diversa dalla realtà.

Questa breve premessa era necessaria perchè il viaggio che la mostra permette di compiere è davvero notevole. Un percorso che stupisce lo spettatore per l’utilizzo del colore, e per come il colore possa essere il mezzo attraverso il quale esprimere un sentimento, una sensazione. Gli impressionisti portano una ventata di novità una sorta di “rivoluzione del colore” che è figlia di quel tempo e degli innumerevoli esperimenti scientifici sul colore, ai processi ottico-visuali e alla fotografia, la cui invenzione è legata strettamente alla tecnica divisionista.

La mostra si apre con le opere di Georges Seurat. Pittore dalla vita breve (muore a soli trentadue anni) ma dallo stile raffinatissimo. L’opera che ti rimane dentro è Domenica a Port-en-Bessin. I suoi dipinti sono caratterizzati dalla presenza delle acque di fiumi, mari e canali, dalla luce che scintilla, dai riflessi delle imbarcazioni e delle case, dalla profondità degli orizzonti. Balsamo per gli occhi. Nessuna mia parola potrà mai rendere la bellezza che sprigionano i suoi dipinti.

47 Georges Seurat-Veduta a Port en Bessin

Seguono le opere di Paul Signac che utilizza la stessa tecnica ma non solo per indagare la bellezza della natura ma anche per rivelare emozioni, intimità dell’anima, i suoi segreti. Sono rimasta estasiata davanti a La Sala da pranzo.

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Non voglio raccontarvi come va a finire la storia, vorrei che voi stessi viveste la storia, come ho fatto io. Troverete opere di Edmond Cross, Theo Van Rysselberghe, potrete ammirare le pennellate vigorose e appassionate di Vincent Van Gogh nel cui mondo interiore sicuramente albergavano le passioni dell’umanità.

Van Gogh 1888 Semeur et soleil couchant 1

La mia attenzione è stata catturata da due tele esposte una accanto all’altra. Non voglio rivelarvi gli artisti o farvele vedere. Il soggetto è identico e probabilmente i due pittori hanno dipinto le tele in contemporanea. Allora cosa cambia? Lo stato d’animo di chi le ha dipinte, la sensibilità, il vissuto. La differenza non è data dalla tecnica, ma dagli occhi che guardano e che vogliono comunicare qualcosa. Non importa che quel qualcosa sia rabbia, tenerezza, amore o le bassezze dell’animo umano. C’è uno spettro poco visibile all’occhio umano ma che da millenni è indagato in tutti i modi possibili. L’animo umano.

Il Post-impressionismo non è stato uno stile vero e proprio ma ha accomunato artisti i quali a un certo punto della loro esperienza non potevano più porsi il problema della mera riproduzione: i loro strumenti diventano così un modo per comunicare qualcosa invece di rappresentarlo.
 
QUI troverete tutte le informazioni per andare a vedere la mostra che sarà visibile fino al 13 marzo 2016.

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