Digital skills e Agile

Ultimamente i miei articoli sono frutto dei libri che leggo. Mi piace condividere con voi gli argomenti più interessanti con l’obiettivo di stimolarvi alla lettura di questi libri.

DIGITAL SKILLS

In un mondo completamente dominato dal digitale l’unico modo per restare al passo è diventare noi stessi dei protagonisti. Come professionisti e come aziende. Leggendo il libro Digital Skills ho individuato alcune aree da presidiare e approfondire.

  1. Filtrare e verificare le informazioni utili

Siamo circondati da un eccesso di informazioni, abbiamo accesso a qualunque dato ci interessi eppure questo ci ha portato ad un punto dove i fatti hanno la stessa rilevanza delle opinioni. Come districarsi allora?

  • Alzare il livello di guardia, lavora su te stesso per far emergere la parte razionale nel comportamento digitale.
  • Filtra le informazioni, prendi sul web più di un contenuto, confronta le diverse fonti per farti un’idea più precisa di quello che leggi.
  • Non inoltrare ciò che no leggi con attenzione.
  • Verifica quello che dici o scrivi.
  • Le informazioni sono ciò che leggi e crei.

2. Creare contenuti attraenti

Oggi per attirare l’attenzione è necessario creare contenuti attraenti. I contenuti sono il cuore del web prima di tutto perché garantiscono che internet sia utile. La prima cosa da fare è stabilire quali contenuti possiamo erogare gratuitamente e quali a pagamento. Facciamo un esempio concreto…Netflix e Spotify incentivano modelli di business basati su questa modalità. Ecco alcuni consigli utili.

  • Esplora le piattaforme di vendita di contenuti digitali creativi. Es: Envato, sito sul quale chiunque può mettere in vendita il proprio software. Si trovano Template per WordPress, template in html5 e Css3, grafiche e molto altro.
  • Se hai bisogno di scrivere una newsletter e ti serve la veste grafica puoi acquistarla su WordPress. Trovi anche alcuni prodotti gratuiti e altri a pagamento. L’alternativa è rivolgersi ad un professionista che ti aiuti.

3. Analizza i dati.

Ormai tutte le piattaforme consentono di analizzare in tempo reale gli utenti che vi atterrano sopra. I dati generati nel mondo online si chiamano analytisc. Poi c’è anche il mondo dei Big data che è davvero affascinante e che comprende sia i dati strutturati, cioè generati all’interno di una azienda, sia quelli non strutturati, che arrivano dall’esterno (social, sensori, immagini da satellite…). Chi gestisce tutta questa mole di dati è il Data Scientist.

  • Non trattare i dati digitali come quelli tradizionali (anche perché quelli erano estratti una volta al mese). Oggi devono diventare il centro del nostro lavoro e vanno monitorati in tempo reale.
  • Non dare per scontato il grand vantaggio del monitoraggio in tempo reale perché ti consente di apportare miglioramenti e modifiche in poco tempo.
  • Impara ad utilizzare o almeno a conoscere le piattaforme più utilizzate. Sii curioso. WordPress per esempio ha anche un lato social per gli sviluppatori: Medium pur non essendo un social network, ha una parte social che lo rende interessante.

4. Interagisci con le persone.

  • Il concetto di Empatia Digitale è diventato fondamentale per raccontare il tuo brand o servizio. E’ diventato fondamentale l’interazione onice. La novità del momento sono i chatbot, cioè i software che attraverso l’intelligenza artificiale simulano una conversazione con l’essere umano. Diventa fondamentale capire se vogliamo sfruttare al meglio questa tecnologia o se riteniamo che c’è ancora bisogno dell’elemento umano. Bisogna tenere presente che superati i costi di progettazione, implementazione e manutenzione, ci può essere un grande risparmio in termini economici.

5. Smart Working.

  • Questa modalità organizzativa sta avendo sempre più successo in tutto il mondo. Lavorare insieme ma senza vincoli di orario e di luogo per raggiungere obiettivi comuni non è più fantasia ms realtà. La cosa importante è distribuire e monitorare le responsabilità.
  • Molto interessante è la storia di Red Hat. Multinazionale americana che costruisce software aziendali grazie ad una rete di designer freelance in giro per il mondo.

6. Proteggiti dagli attacchi informatici.

  • Proteggere la nostra privacy e quella dei nostri clienti diventa sempre un’impresa più ardua e secondo l’Italian Cybersecurity Report del 2016 a rischiare di più sono le piccole e medie imprese.
  • Quando si è vittime di un attacco, bisogna prendere decisioni rapide, ma non si possono prendere decisioni se non si conosce l’argomento. Per questo è sempre bene avere un buon bagaglio di informazioni per fronteggiare una crisi.
  • Diventa importante conoscere le tecniche di ingegneria sociale. Si tratta del ramo di sicurezza informatica che si occupa di capire e ottenere informazioni sensibili manipolando la mente e il comportamento di chi ne ha la custodia. Il più delle volte un attacco ha successo a causa del fattore umano e delle scelte sbagliate o istintive che compiamo.

7. Staccati dalla rete.

  • Hai notato che non riusciamo più a staccarci dal nostro smartphone? Ecco, siamo digital addicted e questo oltre ad avere ripercussioni fisiche ha anche conseguenze sulla nostra produttività.
  • Secondo una ricerca della University of California, sul posto di lavoro siamo interrotti ogni 3 minuti e impieghiamo più di 120 minuti per recuperare il tempo perso dalle distrazioni digitali.
  • Il nostro cervello riceve in media 11 milioni di bit al secondo, ma è programmato per processarne solo 40.
  • Diventa fondamentale trovare un equilibrio e per fare questo è utile inserire attività offline nella vostra giornata. Ad esempio quando vi svegliate aspettate un’ora prima di guardare il cellulare, oppure prima di dormire leggete. Piccole attenzione che produrranno in breve tempo grandi benefici.

AGILE

Recentemente ho letto un articolo molto interessante che parlava di Agile e di Deborah Ghisolfi. Partiamo dalla comprensione e dal significato del termine Agile. Si tratta di un metodo , fondo nel 2001 in America da un gruppo di esperti di software. Questo metodo ha due scopi: evitare la crisi delle aziende e il burnout, ovvero lo stress da lavoro dei dipendenti.

Quello che mi ha colpito della storia di Deborah è che una mattina del 2011 mentre guidava ha cominciato a non sentire più le gambe e le braccia. Per fortuna è riuscita ad arrivare comunque ad un pronto soccorso. per 10 giorni non è riuscita a muoversi e nessuno capiva il motivo di quel malessere. Alla fine i medici hanno capito che non si trattava di problemi neurologici ma era li stessi. All’epoca Deborah correva davvero a mille e i livelli di stress erano altissimi. Dopo questa pausa obbligatoria si è avvicinata al metodo Agile e oggi è una delle poche “Agile Manager” Italiana certificata da ICP-MKG (il consorzio internazionale che si occupa della metodologia e del suo insegnamento.

Nel 2016 ha fondato Agile Marketing Italia, che ha già lavorato con aziende di spicco come Canon e Fiat Chrysler. Secondo Deborah nelle imprese sta cambiando il modo di fare business. Ad esempio nell’articolo racconta di quando ha lavorato con un’azienda leader nel settore cosmetico e il metodo è servito per creare un nuovo prodotto in tempi molto stretti e in anticipo sulla concorrenza. Le persone che facevano parte del gruppo si sono sentite protagoniste del progetto e hanno reso di più.

Un recente studio dell’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano ha analizzato quasi 200 società italiane, da settore manifatturiero a quello digitale. Di seguito alcuni spunti emersi:

  • Con il metodo Agile l’85% degli impiegati si sente motivato e coinvolto. Co l’organizzazione del metodo tradizionale si ferma al 31%.
  • Per il 45% delle aziende proprio il cambiamento dei modelli organizzativi è la principale sfida da affrontare, più dello sviluppo di competenze digitali (43%).

I commenti sono chiusi.