L’AMORE NEGLI OCCHI

Ieri sera mi trovavo all’Arena di Verona e ho avuto la possibilità di assistere ad uno spettacolo meraviglioso. Giulietta e Romeo, ama e cambia il mondo. Chi come me ama l’arte in ogni sua forma non riesce a non partecipare ad eventi simili. Non solo per lo spettacolo, le musiche e le scenografie ma soprattutto per osservare le reazioni del pubblico. E’ da quelle se capisci che hai fatto un buon lavoro o meno, è sempre da quello che comprendi l’animo di un paese come l’italia con tutte le sue difficoltà, contraddizioni e meraviglie. Passeggiando per le vie di Verona ti accorgi che vivi in un Paese che profuma di storia, che in qualche modo è riuscito a conservare quella magia che tutti ci invidiano. Buona parte del pubblico ieri sera era straniero e anche se non comprendeva tutte le parole dell’opera era rapito dagli allestimenti, dalle musiche che comunque coinvolgevano lo spettatore.

 Ma passiamo allo spettacolo. 

Una scenografia moderna che accoglie lo spettatore e lo avvolge, utilizzo di video proiezioni, video mapping per ricreare una Verona dal sapore antico e moderno allo stesso tempo. Utilizzo sapiente di kabuki sovrapposti ad arte e schermi mobili sul palco hanno dato profondità alla scena senza togliere spazio agli attori. Un cast e una produzione fresca che hanno saputo trasmettere nuova linfa ad un’opera che vanta molte rappresentazioni in tutto il mondo.

David Zard ha puntato su giovani talenti, un lavoro meticoloso non solo sulla storia ma soprattutto sulle emozioni che dovevano arrivare indipendentemente dalla nazionalità dello spettatore. L’adattamento di Vincenzo Incenzo è stato calzante e ben studiato. Follia, quasta parola pervade in un certo senso tutto lo spattacolo, perchè mai come in questa occasione lo spettatore può ammirare l’animo umano che è spinto spesso da pulsioni folli che a fatica  tratteniamo ma che sono comunque vita. Zard ha già definito questa sua nuova avventura nel musical “una follia” e tanto per non smentire questa definizione ha già annunciato di voler far girare lo spettacolo per il mondo senza tradurlo. “Nella tournée non mancheranno di sicuro Parigi e la Francia, il Giappone e la Corea. Questa è la più grande opera moderna musicale mai realizzata in Europa, superiore anche alle più celebri produzioni in Inghilterra e Francia”. 

La regia è stata affidata al giovane Giuliano Peparini, che ha saputo scandire il ritmo dell’opera che coinvolge, non annoia. Glia attori in alcuni momenti del musical entrano proprio attraversando la platea che si sente parte della storia e quindi viene coinvolto emotivamente. I costumi, il trucco e le scene hanno esaltato la bravura degli attori sul palco. Accanto a Davide Merlini nel ruolo di Romeo, nei panni di Giulietta c’era l’attrice e cantante Giulia Luzi, già doppiatrice per la Disney. A completare il cast: Luca Giacomelli (Mercuzio), Riccardo Maccaferri (Benvolio), Gianluca Merolli (Tebaldo), Leonardo.

Alla fine dello spettacolo Zard sale sul palco e rivolge un suo pensiero ale vittime della tragedia di Lampedusa e dedica loro lo spettacolo. Dopo questo momento di raccoglimento ci tiene a sottolineare che ha voluto fortemente puntare sui giovani e che era felice del risultato e soprattutto del riscontro del pubblico che era letteralmente in estasi. Questo spettacolo è stato un omaggio alla vita, un omaggio alle parole di un uomo William Shakespeare che ha saputo indagare a tal punto l’animo umano da arrivare fino ai giorni nostri con una forza inaudita. I suoi versi arrivano al cuore e la bravura di Zard è stata proprio quella di non tradire quelle parole e di voler provare a cambiare il mondo con le sue opere e la sua arte. Perchè comunque la si pensi …l’amore è negli occhi.

Il sudore, il lavoro duro viene sempre ripagato dalla luce negli occhi di chi guarda. Questo è il motivo per il quale a 34 anni ancora continuo a fare il mio lavoro con passione autentica. La passione muove e cambia il mondo. E chissà che un giorno il mio sogno di realizzare un Musical su Maria Callas con Zard non si avveri…

I commenti sono chiusi.