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Lo studio Nemesi & Partners ha reso noto il suo progetto per la facciata di Palazzo Italia, parte di Expo Milano 2015, che a quanto pare sarà sia bella che utile. Il padiglione sarà ricoperto da una facciata che assomiglia a una foresta di pietra, fatta di un cemento speciale capace di purificare lo smog. Quando il materiale assorbe i raggi solari, cattura determinati agenti inquinanti e li trasforma in sali innocui; in poche parole ripulisce l’aria e ha un aspetto slanciato e futuristico. L’80% della facciata è composto da materiale riciclato, e ricoprirà un’area di quasi tremila metri quadrati per circa 2200 tonnellate di cemento. L’edificio sarà dotato anche di un tetto speciale che produrrà energia solare durante il giorno. Secondo Nemesi & Partners il progetto è “ispirato da un’architettura naturale in cui i rami intrecciati della pelle “esterna” dell’edificio generano alternanze tra luci e ombre, spazi pieni e vuoti, creando uno scenario che richiama la Land Art.” .

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Ma come sarà Palazzo Italia?

PIANO ZERO: Il piano terreno sarà il luogo di ‘connessione’ tra Expo e il resto dell’Italia. Un viaggio che parte dalla “gloria del passato e risponde con il futuro”, ha spiegato il direttore artistico del padiglione, Marco Balich. Lungo il cardo, sara’ allestito un “Grand Tour” ma tecnologico, con sei “stazioni” disegnate da Dante Ferretti, e ad accogliere i visitatori nel Palazzo Italia saranno le immagini dei mercati storici di Roma, Venezia e Palermo, in collegamento video, e poi l’installazione di un grande artista italiano contemporaneo.

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Si salira’ poi al primo piano, dove trovera’ spazio una mostra con manichini interattivi: uno spettacolo sul tema “la potenza del saper fare” in Italia.

PIANO 1 – La potenza del saper fare 
Il primo piano sarà animato da 21 manichini interattivi rappresentanti le 21 regioni italiane, che al visitatore raccontano 21 storie diverse caratteristiche dei rispettivi territori regionali, ogni 40 secondi e a ciclo continuo.

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PIANO 2 – La potenza della bellezza – energia per la vita’ 
Il secondo piano presenterà un percorso dal disagio alla bellezza. Si entrera’ prima in una “distress room”, una “stanza del disagio” che con immagini e rumori mostrera’ i disastri e le brutture che rovinano il pianeta. Portera’ al massimo il contrasto con i ciclorama, vedute a 360 gradi su schermi, che accoglieranno i visitatori nelle stanze successive: prima con i piu’ bei paesaggi d’Italia, poi con alcune delle piu’ importanti architetture della storia dell’arte, per finire com un caleidoscopio di interni di palazzi storici italiani. La stanza comunicherà attraverso proiezioni, immagini e suoni il disagio di un progresso che cresce senza limiti, tra inquinamento atmosferico e acustico. A seguire, una stanza rappresentante le bellezze paesaggistiche italiane, poi un’altra sulle bellezze architettoniche e una sulla bellezza degli interni di palazzi e monumenti disseminati nella nostra Penisola.

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A seguire, uno spazio dedicato al “Mondo senza l’Italia”: al centro un’installazione tridimensionale, ovvero un grande plastico del Mediterraneo in cui manca la nostra penisola., intorno video interviste a Ban Ki Moon, Al Gore, Renzo Piano e alla chef Helena Rizzo che racconteranno cosa accadrebbe “se non ci fosse l’Italia” in tema di immigrazione, sostenibilità, arte culinaria e architettura. Un’ultima area sarà infine dedicata, in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano e con l’iniziativa ‘Dialogo nel Buio’, alla scoperta di un’opera d’arte attraverso tutti i sensi esclusa la vista. L’opera scelta è ‘Vuccirìa’ di Renato Guttuso, rappresentante il mercato di Vucciria di Palermo. Questo ultimo percorso riporterà quindi, idealmente, al punto di partenza illustrato al Piano Zero. A completare il secondo piano, un “gioco” sui cinque sensi: cosi’, ad esempio, da un “percorso nel buio” ci si ritrovera’ davanti ai colori della “Vucciria” di Guttuso. Dal tema “la potenza del limite” sulla capacita’ di superare le avversita’, alla “potenza del futuro”: al terzo piano, una grande mostra sul design italiano, fra oggetti “cult” e d’arte, dalla moka disegnata da Bialetti alle ceramiche Fornasetti, poi il grande “Vivaio”, con specie e semi giunti da tutte le regioni italiane.

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PIANO 3 – ‘ La potenza del futuro’ 
Una mostra sul design italiano, di cui ancora non possono essere illustrati i contenuti. Il Piano 3 presenterà inoltre una sorta di giardino in cui crescono i semi portati in dono dalle Regioni italiane e una stanza con 21 teche tante quante sono le regioni italiane, ciascuna dedicata a una case history di successo imprenditoriale (il Piemonte presenterà il caso delle Gelaterie Grom).

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‘ La potenza del limite’  La capacita` dell’uomo di superare vincoli e ostacoli imposti da elementi indipendenti dalla sua volontà. Il limite interpretato come occasione per l’esercizio di creativita` ed ingegno. Le storie, impostate sul modello eroe (protagonisti) anti-eroe (limite), sono raccontate attraverso ologrammi, oggetti  e brevi cortometraggi. La presenza dominante di una replica dell’albero della vita al centro della stanza, con le sue fronde in diretta connessione con i protagonisti del racconto, simboleggiala metafora su cui si basa l’intero percorso del Padiglione e completa la risposta italiana ai quesiti posti da Expo 2015.

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TERRAZZA: sul tetto di Palazzo Italia, uno spazio in cui degustare piatti e ricette con gli chef stellati.

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L’ALBERO DELLA VITA 

Il viaggio nel Vivaio Italia termina con un gesto verticale e simbolico: l’Albero della Vita. Una struttura interattiva, alta più di 30 metri in legno e acciaio, capace di ‘accendersi’ al passare delle ore, in uno spettacolo di luci e colori, oltre che diventare il luogo in cui avverranno molti degli eventi presenti nel ricco palinsesto del Padiglione.

Ecco il video che regala qualche anticipazione su quello che vedremo!

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