Quello che ho imparato

Ho compiuto 38 anni l’11 marzo e sono stata molto felice. Questa volta è quasi come se fosse suonato un campanello interno. Molte donne a 38 anni cominciano a fare bilanci, io faccio progetti per il futuro.

Allora per gioco mi sono voltata indietro e visto alcune cose, cose molto chiare e nitide nella mente.

Ho incontrato molti uomini e donne nella mia vita, occupandomi di comunicazione sono sempre stata curiosa di capire cosa c’è dietro ad un sorriso, dietro ad una maschera, dietro alle parole, ai gesti, ai silenzi. Soprattutto i silenzi mi interessano, perchè i silenzi fanno rumore.

Un giorno ero seduta su una sedia e mi hanno detto che non potevano affidare un certo lavoro ad una persona perchè non era moralmente valida. Queste parole e il silenzio che ne sono seguiti mi hanno colpito. La morale, che strana parola. Per molti non ha valore, per me moltissimo. Oggi non è semplice avere a che fare con quella parola, costa immensa fatica, sudore, sacrificio. Esistono le scorciatoie, ma le scorciatoie a me non sono mai piaciute.

Qualche giorno fa ho imparato una parola nuova: Neotenia. La Neotienia vuole dire possedere la capacità di restare bambini da adulti. Questa è la lezione più importante che ho imparato se mi guardo indietro. Preservare quella capacità comporta sforzi enormi e soprattutto in un mondo che va esattamente contro questo tipo di capacità è ancora più difficile vivere. Badate bene ho detto vivere, non sopravvivere.  Molti mi chiedono …come si fa?

Fai quello che vuoi, fallo fino in fondo senza ferire gli altri. Prendi il buono e il resto lascialo alle spalle. Coltiva l’entusiasmo, non pensare di essere mai arrivato. resta affamato di sentimenti e sensazioni autentiche, quelle non ti tradiscono mai. 

Avere 38 anni per me vuol dire guardarmi allo specchio con la consapevolezza che ancora ho tantissimo da fare e da vedere e che per poter imparare devi stimare i tuoi maestri…..esattamente come avviene per i bambini.

Callas Forever.

 

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