Vivian Maier – Una fotografa ritrovata

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Tempo fa vi avevo raccontato la storia di Vivian Maier. Oggi grazie alla mostra allestita presso lo spazio Forma Meravigli a Milano ho potuto finalmente ammirare alcuni dei sui scatti più famosi.

La mostra è stata curata da Anne Morin e Alessandra Mauro ed è stata realizzata in collaborazione con diChroma Photography e promossa da Forma Meravigli su iniziativa della Fondazione Forma in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Tata di mestiere, fotografa per vocazione, non abbandonava mai la macchina fotografica, scattando compulsivamente con la sua Rolleiflex. È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capisce subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.

Lei non ha mai condiviso i suoi scatti, li custodiva come se fossero il suo bene più prezioso ed era molto disciplinata, metodica al limite del maniacale nella sua ricerca quotidiana.

Non mi hanno colpito solo i 120 scatti esposti, molti avevo avuto modo di ammirarli attraverso alcuni archivi digitali visionabili in rete. Quello che mi ha colpito sono le parole di Marvin Heiferman. Sono dannatamente attuali e vere. Attraverso la fotografia definiamo noi stessi.

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