GESTIONE DEL TALENTO – CIRQUE DU SOLEIL

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Reentemente ho letto per la quinta volta questo libro: The Spark, scritto dal giornalista John U. Bacon. All’interno è distillata l’esperienza di Lyn Heward che è una vera “esperta di creatività”. Il suo nome è legato al successo del Cirque du Soleil.

Questo libro è un pozzo di meraviglia e racconta l’esperienza di Lyn Heward che per ben 20 anni ha supervisionato la riuscita delle performance del Cirque du Soleil in qualità di ambasciatrice ed Executive Producer dei Progetti Speciali. Precedentemente è stata a capo della divisione di Contenuto Creativo e ha guidato e il suo gruppo di lavoro verso un prodotto originale e di qualità.

Per chi non lo sapesse Il Cirque du Soleil ha ridefinito la concezione del circo e lo ha reinventato apportandovi la magia dell’opera, del balletto e della musica classica: cosa ancora più singolare, ha coniugato come mai prima l’incantesimo dell’arte con il pragmatismo del business. Questo circo è molto speciale: incanta ogni anno oltre 7 milioni di spettatori e fattura circa 600 milioni di dollari.

Questa compagnia ha creato un modello di business talmente florido da diventare un caso di successo studiato nelle scuole di tutto il mondo. Non per nulla il Cirque du Soleil è un pluricitato esempio di strategia “Oceano Blu” nell’omonimo libro di due professori della business school francese INSEAD, Renée Mauborgne e W. Chan Kim. Gli autori spiegano come, anziché lacerarsi in un sanguinoso Oceano rosso, alcune imprese riescano a vanificare la concorrenza “semplicemente” aprendo un nuovo mercato – un Oceano blu. Come spiegano i due studiosi, il Cirque du Soleil ha reinventato il circo perché, pur mantenendo tratti tipici di questa attività come il tendone, i clown e i numeri acrobatici, se ne è distaccato per altri aspetti, come l’esibizione degli animali, e ha posto grande enfasi sulla musica, sui costumi e sulla scenografia. Il fatto di non lavorare con gli animali, oltre ad attirare le simpatie degli animalisti, ha implicato per la compagnia un notevole risparmio sui costi e la possibilità di investire in altro per aumentare il valore per il cliente. Il risultato di questa strategia è stato quello di attrarre un pubblico totalmente estraneo al circo tradizionale, di implementare un modello di business difficilmente replicabile e costruire un brand forte e durevole

Un po’ di storia.

51fc34yqjclLa storia di questo Circo ha inizio nel lontano 1984 quando, in occasione dei 450 anni della scoperta del Canada, il governo del Quebec decide di affidare ad una compagnia di spettacolo itinerante il compito di portare questa celebrazione nelle diverse località della provincia. È qui che entrano in scena Guy Laliberté e Daniel Gauthier – che appena due anni prima avevano fondato la compagnia Le Club des Talons Hauts -, proponendo alle autorità locali uno show che combina numeri di artisti da strada e imprese circensi, il tutto condito da costumi stravaganti, magiche illuminazioni e musiche originali. Nasce così il Cirque du Soleil e debutta in un tendone azzurro e giallo davanti ad una platea di 800 spettatori. Bastano tre anni per farlo conoscere e apprezzare in tutto il Canada e nel 1987 la compagnia è pronta per la presentazione nei vicini Stati Uniti: lo spettacolo, dal titolo emblematico We Reinvent the Circus, è ovviamente, un successo e il tendone ha già raggiunto la capienza di 2.500 persone.

Torniamo al libro. E’ un racconto sincero della sua avventura umana e professionale all’interno di una realtà unica al mondo.

La sua carriera al Cirque du Soleil inizia con il coordinamento dello scouting degli acrobati e con la direzione dello studio creativo, Lyn diventa presto la guida di tutte le attività collegate alla creazione, produzione e follow up artistico e tecnico degli spettacoli, oltre che un’esperta in gestione della creatività.

The Spark è una guida su come gestire la creatività e renderla parte della nostra vita e narra la storia di un agente sportivo che s’imbatte per caso nel Cirque du Soleil. In un momento particolare della propria vita, in cui è annoiato e stanco del lavoro, Frank ha la singolare opportunità di esplorare il “dietro le quinte” di questo magico mondo, incontrando e parlando con tante persone. Dietro la magia del circo c’è molta fatica e una rigorosissima disciplina, ma soprattutto c’è quella creatività che ciascuno di noi possiede e che deve riuscire a tirar fuori e mettere a frutto: alla fine del suo viaggio – interiore oltre che fisico – l’uomo ritrova la passione per la vita e per il proprio lavoro.

Il titolo di questo post parla di talento e della sua gestione. Leggendo questo libro si trovano lungo la strada molte storie e aneddoti legati a questo argomento. Sicuramente è un dono, ma un dono che se non coltivato perde la sua essenza. Nel libro si para di porte sbagliate. Sì, di come nella vita spesso le cose più belle accadano perchè bussiamo alla porta sbagliata.

Ogni modello di successo ha delle regole ben precise e Lyn Heward lo sa bene. Se oggi questa compagnia è un caso di successo studiato anche ad Harvard, le ragioni di tale successo, tuttavia, non vanno ricercate in complicati business plan e teorie di management, quanto piuttosto nella passione che ha guidato i suoi fondatori e continua ad animare i numerosi dipendenti e collaboratori. Uno dei motivi del felice funzionamento di questa macchina risiede nel delicato equilibrio tra creatività e marketing, tra chi pensa e sviluppa lo spettacolo in piena libertà e chi si occupa di posizionarlo, promuoverlo e assegnargli il prezzo più adatto.

C’è molto da imparare leggendo questo libro, soprattutto che è utile sapere tutto e non saper fare tutto. Esiste anche una versione audio di questo libro e per chi ama la creatività è un bellissimo regalo. Vi racconto una curiosità.…vi siete mai chiesti come mai gli artisti non si annoino a replicare sempre lo stesso spettacolo per mesi? Spesso la compagnia regala loro dei biglietti e quindi quando vengono sostituiti per quella performance durante il tour hanno la possibilità di vedere lo spettacolo da un punto di vista diverso. Stando in mezzo al pubblico.

Ad ottobre andrò a vedere Varekai uno degli spettacoli del Cirque du Soleil e se avete la possibilità vi invito ad andare a vederlo. C’è sempre da imparare.

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