Il vocabolario secondo Camilleri

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Amo le menti brillanti e Camilleri è sicuramente un esempio lampante dell’aggettivo brillante. Qualche giorno fa sono rimasta totalmente rapita dall’intervista che lo scrittore ha rilasciato a Fabio Fazio durante la trasmissione televisiva Che tempo che Fa. Il conduttore ha rivolto due semplici domande a Camilleri, la prima: ci sono parole che non dovrebbero essere più usate? Tutte le parole in inglese tipo spending review che sono quelle che vengono usate per non far capire alla gente cosa sta accadendo davvero. Poi “Lato B” non la posso sentire. Come si può paragonare qualsiasi centimetro di una donna con il lato di un triangolo isoscele? C’è da essere proprio perversi, eh? Poi non voglio più sentire anche “speculazione”, “flessibilità” a meno che non si parli di spighe di grano e “Quote Rosa”. La seconda: ci sono parole invece alle quali non possiamo rinunciare? “Onestà” perché non si sa mai che a furia di ripeterla, cominci ad esistere davvero. Un’altra parola che va salvaguardata è “Fantasia”, è bellissima. Come quando sento che ci sono degli italiani che si sono inventati un lavoro per affrontare la crisi. L’altra è “Leggerezza”, ci vuole sempre un pizzico, un nulla, un’eco di leggerezza per risolvere i problemi della vita. L’ultima parola che salverei è “speculazione” nel senso primigenio del termine perché è importante avere una mente pensante!

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