LA MIA PRIMA OLIVETTI

Io la ricordo bene la mia prima macchina da scrivere Olivetti. Ricordo mio padre mentre la appoggia sul tavolo della cucina e mi dice…ecco è tua. Era compatta, leggera, colorata e mi permetteva di fare la cosa che in assoluto amo più fare: scrivere i miei sogni. Mentre la utilizzavo non mi sono mai chiesta chi la avesse inventata. Sapevo solo che ero felice con la mia Olivetti nuova. Qualche settimana fa hanno mandato in onda la fiction che si ispirava alla vita di Adriano Olivetti. Avevo sentito parlare di lui negli anni, ma non avevo mai approfondito la sua storia. Io non ho conosciuto Olivetti, ma probabilmente ci saremmo intesi al volo. Navigando mi sono imbattuta in un video che è stato realizzato sullo slancio emotivo e di massa provocato dal successo della fiction. Occupandomi di comunicazione come al solito mi pongo delle domande scomode. La domanda è questa? Il video ben fatto, la sceneggiatura impeccabile…dice la verità? La mia personale risposta è no. La fiction su Olivetti era in lavorazione da ben 10 anni, ma per mancanza di volontà e di fondi è stata sempre rinviata. La fiction è stata girata quasi interamente a Praga per problemi di budget e solo 15 giorni a Ivrea. Gli attori mentre giravano a Ivrea sono stati avvicinati dagli “Olivettiani” come li hanno chiamati loro. Olivettiani, ovvero persone che realmente hanno avuto il privilegio di lavorare con un uomo che il futuro lo ha sognato, scritto e attuato. Gli attori hanno detto che negli occhi di queste persone si alternava la luce a profonda nostalgia. La luce era quella viva…autentica che infondeva Olivetti, la nostalgia è quella della consapevolezza che uomini come lui non ci sono più. Fare un video seppur istituzionale, emotivo, mentre poi tutti sanno che Ivrea che era il segno tangibile di Olivetti e della sua visione del futuro è praticamente morta ha senso, è efficace? Adriano Olivetti per come l’ho sentito io è un uomo che a distanza di anni è riuscito a mantenere viva quella fiamma nelle persone che con lui hanno lavorato davvero. E’ riuscito a superare tecnologia, eventi, governi..

Mi piacerebbe incontrare uomini come lui, collaborare con loro e riuscire ad ispirare le generazioni future.
 
Una cosa è certa, in comunicazione la nuova sfida non è l’artificio ma l’autenticità. l’autenticità crea valore e risultati nel tempo.

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