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God’s not dead

gabbia-apertaUno di quei film che vedi per caso e poi forse ti accorgi che non è stato proprio un caso.

All’interno dell’ambiente accademico americano, la fede cristiana è dichiaratamente sotto l’attacco del pensiero scientifico. Cinici professori che abusano del proprio potere in aula per convincere i loro studenti all’abiura del credo, popolano i corridoi degli atenei. Josh è una brillante matricola determinata a difendere l’esistenza di Dio contro lo scetticismo di un insegnante disposto a tutto pur di affermare un pensiero filosofico ateo. Il professore di filosofia Jeffrey Raddison sembra voler mettere sotto scacco l’amore per il prossimo e il richiamo alla spiritualità, rifacendosi ad un atteggiamento semplicistico e dispotico. Dopo aver preteso dai suoi studenti una dichiarazione scritta che neghi l’esistenza di Dio, Raddison attacca il cristianesimo dall’alto del consiglio accademico, tentando di consolidare la tesi di non dimostrabilità e quindi l’inesistenza di un’entità divina dietro la creazione.

Lo snodo centrale della narrazione sarà l’opporsi di Josh alla sottoscrizione, che lo costringerà a presentare una difesa che confuti le teorie del professore di fronte a tutta la classe. A fare da sfondo alla vicenda, s’intrecciano le storie di personaggi secondari provenienti da esperienze di vita diverse, tra i quali spiccano una giovane blogger ammalata di cancro, costretta a riflettere sulle sue priorità dopo esser stata abbandonata dal cinico fidanzato.

La mia attenzione si è concentrata su un dialogo in particolare. Si tratta del dialogo tra il cinico fidanzato che poi è il fratello della moglie del professor Raddison. La madre è affetta da demenza senile e la sorella un giorno lo invita ad andare a trovarla. Lui non ne comprende il motivo o il bisogno visto che la madre non capisce praticamente nulla e stenta a riconoscere le persone, e poi le ha appena regalato un nuovo televisore…non ha bisogno di altro.

L’uomo probabilmente mosso a compassione va a trovare la madre. Ecco il dialogo tra i due.

Figlio: Non so neppure cosa ci faccio qui, non sai neanche chi sono. Tu hai pregato e hai avuto fede ogni giorno della tua vita. Non hai mai fatto niente di male. Eppure eccoti qua. Tu sei la persona più bella che conosca e io la più meschina. Hai la demenza senile. La mia vita invece è perfetta. Come spieghi tutto questo?

Madre: Qualche volta il diavolo lascia che le persone vivano libere da ogni problema, perchè non vuole che si rivolgano a Dio. Il tuo peccato è la cella di una prigione, dove tutto è bello e comodo e sembra che non ci sia bisogno di andare via. La porta rimane spalancata, fino a quando un giorno il tempo si esaurisce e la porta della cella si chiude e all’improvviso è troppo tardi……Tu chi hai detto di essere?

Il tempo è meraviglioso, credi di non averne mai abbastanza ed è così se paragonato all’eternità.

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