Archetipo – Edoardo Tresoldi

Il giovane artista italiano Edoardo Tresoldi, in collaborazione con lo studio Designlab Experience di Dubai, ha disegnato e realizzato Archetipo, un insieme di opere d’arte nell’ambito di un evento per la Famiglia Reale di Abu Dhabi.

Un lavoro di 3 mesi per allestire l’evento, al quale hanno partecipato circa 1.900 invitati provenienti da tutto il Medio Oriente.

Il grande spazio scenografico di 7.000 metri quadri segna un passo in avanti nella ricerca dell’artista italiano, che si confronta per la prima volta con la progettazione di un evento indoor, lavorando con Mootassem Elbaba e Marwan Maalouf di Designlab Experience.

Edoardo Tresoldi ha dato dimensione 3D a un sogno, permettendo agli uomini di entrare fisicamente e percorre realmente un luogo immaginifico. Un luogo ideale che richiama alla memoria colonnati, cupole. Archetipi dell’architettura come le strutture del rinascimento italiano che abbiamo visto nei dipinti di Piero della Francesca, di Raffaello Sanzio ma anche gli spazi metafisici di un De Chirico. Il rapporto con la natura è presente attraverso il verde che sottolinea le strutture metalliche o le completa, ma anche con l’improvviso e cinematografico stormo di uccelli, che in un “silenzioso” battito d’ali attraversa le architetture e genera il movimento che dà vita alla composizione.

Alcune opere saranno reinstallate separatamente in luoghi istituzionali: università, musei e parchi della capitale degli Emirati Arabi Uniti.

Qui il video dell’evento.

IL CONCEPT

Tresoldi e DLE hanno immaginato un giardino in cui architettura e natura danzano in continue relazioni e contrasti fondati, secondo l’accezione rinascimentale, sulla capacità dell’uomo contemporaneo di leggerne le peculiarità. L’allestimento si traduce in uno spazio sinfonico in cui gli archetipi architettonici classici dialogano con i segni propri del linguaggio modernista, utilizzando gli strumenti della trasparenza e le sue ritmiche spezzate. Elementi geometrici assoluti – sfere, cubi, piani – tagliano e scompongono le armonie classiche, generando un evolversi continuo di astrazioni architettoniche e distorsioni evanescenti.


Un paesaggio assoluto che si sviluppa secondo un processo inverso: è sullo spazio immaginario che la natura cresce e si evolve, tentando di dar forma e materia alle visioni umane. Un disegno spaziale in cui l’architettura trasparente determina la lettura degli ordini naturali, puntellato da piccole poesie visive in cui i due mondi dimostrano di essere paralleli e intersecati al tempo stesso.

La natura è sintesi del paesaggio, l’uomo diventa paesaggio attraverso l’architettura. Se il giardino ci consente di “abitare poeticamente la Terra”, citando Hölderlin, il lavoro di Tresoldi ad Abu Dhabi è un’esperienza composta da più livelli, uno spazio mentale sacralizzato e identificato dalla dimensione umana. La fusione del linguaggio classico e di quello modernista ne genera un terzo, scandito da nette scomposizioni visive e volumetriche, che trova il suo tempo nel contemporaneo.

Ecco il video dell’evento.

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