Sogno di una notte di mezzo “Talent”

Pic by Eric Roux Fontaine

Sono solita raccontarvi di Creatività, lo faccio attraverso i libri che leggo, i film, le mostre….il mio lavoro.

Questa volta vi porto con me in un’avventura un po’ diversa.

Ho da poco cominciato a frequentare un Master di specializzazione presso Talent Garden Innovation School. Il Master è quello di Content Design & Creation.

Sì, ho deciso di investire su me stessa e sul mio futuro. Se mi conoscete sapete che in realtà non ho mai smesso di studiare…ma dopo diverso tempo ho deciso di farlo confrontandomi con altre persone, professionisti che ogni giorno lavorano con le parole creatività e comunicazione.

Partiamo dal titolo del post. “Sogno di una notte di mezzo Talent”

Il rimando all’opera “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare direi che è lampante. Non ho scelto un’opera a caso. Per farvi capire perchè ho scelto questo come titolo del post è utile partire da una domanda. Perchè ho scelto questa scuola e perchè ho scelto questo master?

La risposta è abbastanza semplice. Nel raccontare questa storia Shakespeare utilizza molti parallelismi, giochi di parole e illusioni classiche, e la maestria dell’autore sta proprio nel fatto di saper intrecciare tra di loro tre mondi diversi caratterizzati da linguaggi diversi: il mondo delle fate, fatto di formule magiche e filastrocche, il mondo degli amanti, caratterizzato dai versi d’amore e il mondo degli artigiani ateniesi, dediti al linguaggio parodico.

Quando sono stata la prima volta nel Campus di Calabiana di Talent Garden ho provato una bella sensazione. Non so descrivervela esattamente, ma mi sono sentita bene. Mi sono detta che un giorno prima o poi ci sarei tornata. Così è stato.

Campus Talent Garden di Calabiana

Un paio di mesi fa una mia amica, sentendomi parlare di questa realtà, mi ha detto che quando ne parlavo….ne parlavo quasi come se fosse un luogo magico. Queste sue parole in qualche modo mi hanno spinta a cercare un Master di specializzazione per vivere Talent dall’interno e non solo dall’esterno. Oltre ad imparare volevo vedere se quella che era stata una sensazione aveva radici più profonde.

Il Master è appena cominciato e devo dire che sono soddisfatta della mia scelta. Ho ritrovato una sorta di mondo parallelo in cui i saperi e le storie si intrecciano. Dove la tecnologia si fonde con un sapere quasi artigiano. Dove la cura per le persone è tangibile. Un po’ come se in questo luogo avessero trovato la formula per “anticipare il futuro” mettendo l’uomo al centro. Credo che questa sia l’espressione più calzante.

Non vi racconterò dei contenuti, anche perché quelli vengono elaborati in modo del tutto personale da chi ascolta, ma vi racconterò i cambiamenti e le novità che questo master porterà nella mia vita. Durante i prossimi mesi vi racconterò la mia esperienza personale, che spero potrà essere utile a chi come me è alla ricerca di stimoli.

Alla fine di ogni “puntata” vi lascerò con una piccola storia o esperienza che ha generato un cambiamento.

Questo Master prevede un Project Work e lavorare ad un progetto di gruppo è proprio come raccontare una storia. Ultimamente proprio grazie a questo pitch mi sono confrontata con un mio amico che lavora nell’ambito del teatro.

Cosa è successo? Che in qualche modo mi sono appassionata alle opere di Shakespeare. Alcune le sto rileggendo, altre le sto leggendo per la prima volta. Ho riflettuto sul fatto che esiste una sorta di schema che lo scrittore utilizzava e che funzionava sempre.

Pic by Eric Roux Fontaine

“Ogni buona storia deve avere questi elementi: uno scenario insolito, un eroe con un’impresa o un sogno e un ostacolo che l’eroe deve rimuovere per raggiungere l’obiettivo”.

L’efficacia di un Master non sta nelle dispense che ti danno, ma la differenza la fanno le persone e cosa le persone ti spingono a fare o cercare.

Alla fine di “Sogno di una notte di mezza estate” vanno tutti via e rimane Puck per chiedere perdono al pubblico e rivelargli che tutto è stato solo un bellissimo sogno. Una cosa posso assicurarvela, questo è un sogno ad occhi aperti, molto reale.

#equindi?

Questa ultima parola che ho scritto non potete capirla, ma ho deciso che diventerà l’hashtag di questa avventura…un po’ di mistero deve pur rimanere non trovate?

A presto!

P. S Circa una settimana dopo aver scritto questo post ho trovato un video davvero bellissimo che parla proprio di creatività, storytelling e pubblicità!

QUI potete vedere l’intervista fatta nel 2016 a Dave Trott.

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