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The Tree-House School

L’architetto Valentino Gareri ha realizzato un prototipo per un centro di istruzione primaria che immagina gli spazi post pandemia. Una “Tree-House School”, perfetta per l’era post Covid, etica e sostenibile.

Come i bambini, Valentino Gareri è un ottimista. A questo aggiunge conoscenze e strumenti che lo hanno portato in poco tempo a diventare un nome dell’architettura a livello internazionale. Al momento Gareri vive a Brooklyn, New York e collabora con BIG, uno dei più importanti studi di architettura al mondo.

IL PROGETTO

Gareri ha un suo atelier dove plasma l’ispirazione col cuore, l’etica e la sostenibilità. Da qui, e anche dal contesto attuale governato dall’idea di un mondo che deve fare i conti con la pandemia, nasce il prototipo de “La scuola sull’albero”.

Due anelli che si sovrappongono, aule su ogni livello, la possibilità di chiudersi e proteggersi e allo stesso tempo di aprirsi alla natura, la luce del sole illumina tutti gli spazi. Il potenziale fulcro di piccoli centri che, anche a causa del Covid, stanno tornando a popolarsi e sono preferiti alle grandi metropoli.

Nell’intersezione dei due anelli troviamo gli spazi comuni, come l’auditorium, il bar, la libreria. L’innovazione non parte solo dalle grandi città, passa anche dai piccoli centri.

Valentino Gareri

In passato, Gareri aveva messo a punto un altro progetto di edificio scolastico pensato per l’Africa, e ha ricevuto manifestazioni di interesse da Senegal e Sudan per realizzarlo. Così sta già avvenendo con la Scuola sull’albero.

La scuola modulare progettata da Valentino Gareri

Diversi Paesi mi hanno contattato, sarei molto orgoglioso se il prototipo venisse realizzato. Non c’è fine speculativo, in ogni professione ci deve essere l’etica: ognuno, in base ai suoi talenti, può migliorare il mondo, ognuno nel suo ambito deve fare il massimo che può per contribuire.

Valentino Gareri

Le scuole del futuro dovranno essere progettate sotto un nuovo punto di vista: anziché limitarsi a considerare criteri di sostenibilità, dovranno abbracciare la capacità di sostenere la nuova condizione in cui la pandemia ha messo l’intera società.

Valentino Gareri

Questa convinzione potrebbe aver ispirato la flessibilità insita nel progetto vista attraverso la modularità e le diverse tipologie di spazio. Le aree interne ed esterne sono mescolate (per una migliore ventilazione) e parti dell’edificio potrebbero essere trasformate in spazi che vanno oltre l’apprendimento, come centri residenziali o medici.

Il design circolare consente inoltre a studenti e insegnanti di mantenere una connessione visiva con l’esterno e la luce naturale.

Le misure ecosostenibili implementate nel progetto includono tetti verdi, condizionamento naturale tramite ventilazione incrociata, pannelli solari e un sistema di raccolta dell’acqua piovana. Anche i materiali utilizzati durante il progetto sono stati pensati tenendo conto dell’impatto ecologico e sono stati ideati principalmente per integrarsi nell’ambiente naturale circostante.

Questo progetto di Gareri sottolinea l’importanza di progettare tenendo ben presente il rapporto che l’uomo ha con la natura e di considerare criticamente il significato di sostenibilità. Dopo la pandemia molti studenti potrebbero desiderare che la loro scuola somigliasse un po’ di più alla Scuola sull’albero di Gareri che non alle loro attuali.

Non parliamo di un progetto immediatamente attuabile, o almeno non in Italia. Però voglio essere ottimista e pensare che questa situazione aiuti l’uomo a riflettere sul tipo di futuro che desidera per se stesso e soprattutto per le nuove generazioni. Il progetto di H-FARM di cui vi ho parlato in questo post, va verso la giusta direzione. Da qualche parte bisogna pur cominciare.

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