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Presentation Zen

Era da diverso tempo che volevo leggere il libro: “Presentation Zen” di Garr Reynolds. Finalmente ci sono riuscita e ho deciso di scrivere una breve ma utile review del libro.

Quando si prepara una presentazione bisogna sempre tenere presente chi è il destinatario del messaggio e come fare per catturare la sua attenzione. Presentation Zen di Garr Reynolds illustra molte buone regole e fornisce ottimi esempi.

Quando mi sono imbattuta per la prima volta nel libro di Garr Reynolds, il mio atteggiamento forse non era dei migliori….. mi aspettavo che mi dicesse che stavo facendo tutto nel modo giusto, con alcuni piccoli suggerimenti per migliorare. Questa idea è durata tre minuti. Dopo aver sfogliato alcune pagine del libro sapevo che le mie diapositive sarebbero cambiare per sempre, o meglio sarebbe cambiato il mio mindset.

La missione di Presentation Zen è semplice: liberare il mondo dal cattivo utilizzo di PowerPoint. E “cattivo utilizzo” va oltre l’estetica. Anche se sarai sicuramente spinto verso un design più pulito e sofisticato, il messaggio del libro è più grande: le nostre presentazioni sono noiose. Spesso e volentieri prendiamo del materiale per realizzare le nostre presentazioni e gli succhiamo l’anima. Quando presentiamo, aggraviamo la situazione: invece di parlare direttamente al nostro pubblico, leggiamo direttamente da quelle diapositive che sono prive di anima. Non vale per tutti ben inteso, ma la maggior parte di noi commette questi e altri errori.

Non appena ho iniziato a leggere questo libro, non vedevo l’ora di mettere le mani sulle diapositive. Ma ho imparato che la fretta non è buona consigliera, allora mi sono affidata all’autore che fa un lavoro brillante nello spiegare e illustrare i suoi principi. Di seguito riassumerò per argomenti l’approccio “Zen” ad una presentazione.

LESS IS MORE

Le diapositive hanno lo scopo di integrare il vostro discorso, non fornite tutto il contenuto. Se vi attenete a poche parole per diapositiva, le più importanti, sarete costretti a parlare pubblico, il che sarà molto più coinvolgente per chi ascolta. I dettagli più specifici possono essere forniti su un piccolo allegato (cartaceo o digitale) alla fine della presentazione. Se la vostra presentazione iniziale è abbastanza potente, il pubblico sarà più motivato ​​a promuovere e accettare le vostre idee.

MAKE IT VISUAL

Le immagini sono incredibilmente potenti per evidenziare un punto e rafforzare l’elaborazione cognitiva. Ogni volta che potete rappresentare un’idea visivamente, piuttosto che solo con il testo, le vostre diapositive aiuteranno effettivamente il vostro pubblico a ricordare meglio i concetti. In questo TEDxTalk, l’autore del libro Garr Reynolds illustra magnificamente questa idea.

TELL A STORY

Il vostro messaggio generale verrà recepito molto meglio se viene raccontato come una storia. All’inizio può essere difficile, ma una volta che avete trovato la storia nel contenuto, potreste rimanere sorpresi. La storia è ovviamente carica di narrazioni: affascinate il vostro pubblico con un avvincente racconto di un evento specifico prima di fornire loro tutte le informazioni. Facciamo un esempio. La scienza a prima vista può sembrare incentrata sui fatti, ma dietro ogni fatto c’è un racconto di scoperte (com’era il mondo prima della penicillina?), o di impatto (cosa impariamo sulle acque sotterranee dalle battaglie legali di Erin Brockovich?). Potreste non essere in grado di farlo ogni volta, per ogni occasione, ma con la pratica si diventa più abili nell’inquadrare i contenuti all’interno delle storie.

LET’S START

Potrebbe non essere così semplice come pensate….anche io mi sono trovata in difficoltà, perché nella mia vita ho realizzato centinaia di presentazioni e di punto in bianco ho dovuto cambiare approccio. Non del tutto intendiamoci, ma ho voluto provare a migliorare me stessa a quindi per farlo ho dovuto cambiare prospettiva.

Scegliete una presentazione che per voi è importante e che vi appassiona. Bene, iniziate a giocare con PowerPoint. Iniziate eliminando più testo possibile: sfidate voi stessi a rappresentare la stessa idea con meno parole, sapendo che farete la spiegazione di persona e inserirete i dettagli specifici in un allegato separato. Una volta fatta questa operazione lavorate sul testo. Cercate di essere concisi e utilizzate solo parole chiave.

Vi faccio un esempio di come si può giocare con le immagini e catturare l’attenzione. Quella che vedete è una installazione realizzata a San Paolo, in Brasile, per celebrare il Pixel Show (conferenza internazionale di design). La scultura di Florentijn Hofman rappresenta una scimmia ed è stata realizzata con migliaia di flip-flop. Immaginate di dover esprimere un concetto e di poter utilizzare questa immagine. Non passa di certo inosservata e soprattutto cattura l’attenzione!

Florentijn Hofman – Macao gordo
Florentijn Hofman – Macao gordo

FOLLOWING THE ZEN PATH FOR YOURSELF

Come vi dicevo il libro va oltre il dare semplici suggerimenti su come affrontare una presentazione. Ci spinge a cambiare approccio mentale nella vita. Almeno questo è l’effetto che ha fatto a me.

Considerando quanto tempo passiamo a guardare brutte presentazioni, il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore se più persone leggessero questo libro. Non solo riusciremmo a salvaguardare il sonno notturno (visto che spesso per ultimare le presentazioni tiriamo tardi) ma trasmetteremmo anche più gioia che deriva dalla condivisione delle nostre passioni, la vera gioia dell’apprendimento.

Vi lascio con un bellissimo video in cui Matt Helmke riassume perfettamente i punti salienti del libro Presentation Zen.

Spero di avervi incuriosito almeno un po’, lo trovo un libro davvero utile ed efficace.

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