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Il World Business Forum 2016 in pillole

La tredicesima edizione del World Business Forum che si è svolto a Milano dal 8 al 9 novembre al MiCo è stata davvero interessante. Non ho partecipato in prima persona ma ho cercato di carpire attraverso il web e non solo gli spunti emersi dai vari interventi.

L’evento aveva un tema ben preciso: Be Beta, siamo tutti in uno stato di Beta permanente. Manager, accademici, imprenditori e personalità influenti della scena nazionale e internazionale si sono confrontati sulla sfida del cambiamento continuo e sulle capacità necessarie per portarla avanti con successo.

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Vi riassumo in pillole gli interventi più interessanti.

OSCAR DI MONTIGNY – Chief Marketing Communication & Innovation Officer di Banca Mediolanum

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“Essere BETA è potersi rinnovare ogni mattina, con un obiettivo che rimetta un mondo di valori al centro della nostra vita e della nostra professione. Essere BETA è concedersi la possibilità di essere nuovi in ogni istante, sia come individui sia come professionisti. E ciò vale anche per le aziende. È darsi la possibilità di iniziare nuovamente in una maniera più ampia ed inclusiva di quanto non si sia fatto fino ad oggi. Una sfida per il marketing, per il business che riparta dalla centralità delle idee prima ancora che dal prodotto”

L’importanza di diventare uomini straordinari

Per compiere un percorso di crescita occorre basarsi su 4 consapevolezze:

  • Osservare la propria condizione di vita e quella che ci circonda
  • E’ possibile migliorare noi stessi e l’ambiente che ci circonda
  • Coltivare il desiderio di servirsi delle qualità personali per migliorare
  • Mettere quelle qualità al propio servizio e a quello degli altri

Occorre mettersi in discussione per Oscar per capire la complessità della vita. Dal palco del World Business Forum Di Monigny ci invita a guaradere con curiosità quello che non ci piace e ad apprezzarne la sua compessità. La sensibilità è un aspetto molto importante perchè è una qualità che ci consente di entrare in relazione con gli altri. E’ una nuova abilità molto potente da sviluppare ogni giorno.

L’incertezza in cui viviamo deve essere considerata una fortuna perchè genera nuove domande. E’ il momento per dare spazio a nuovi Leader creativi capaci di dare risposte a queste nuove domande. L’incertezza, il dubbio genera nuove competenze, nuovi prodotti e servizi all’interno delle imprese, consente di aprire lo sguardo verso nuovi mercati.

Le piccole menti parlano di persone. Le menti mediocri parlano di eventi. Le grandi menti parlano di idee” Henry Thomas Buckle 1901

Partendo da questa citazione Oscar affronta il tema del raggiungimento della felicità. Oggi il vero mercato è quello delle idee. Le idee stategiche, sostenibli sono quelle che mettono al centro l’uomo. Le idee che devono prendere piede sono quelle che consentiranno di produrre miglioramenti a livello globale per contribuire a raggiungere una felicità profonda che da obiettivo sprituale diventa obiettivo sociale. L’eccelenza consiste nell’esprimere al di fuori di sé ciò che può essere goduto e apprezzato dagli altri.

Lettura: vi suggerisco di leggere il suo ultimo libro “Il tempo dei nuovi Eroi” edito da Mondadori.

ADAM GRANT – Professore alla Business School della Pennsylvania

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Per cambiare il mondo sii originale

Porsi sempre domande per sapere come risolvere i problemi. Fa un esempio concreto dicendo che chi usa Firefox o Chrome cerca il cambiamento, mentre chi utilizza Safari o Explorer si limita ad adottare uno strumento. L’invito è quello di osservare con attenzione per capire come svolgere in modo differente le solite cose.

Teoria del Tentativo. Adam cita Edison e ricorda che prima di arrivare ad inventare la lampadina ha conseguito innumerevoli sconfitte e flop. Sono tanti i geni che arrivano alla perfezione dopo molti tentativi. E’ meglio avere tante idee cattive che una sola buona. Ha citato anche la Pixar che prima di scegliere una scenografia ne scarta almeno 500. Molti non raggiungono l’originalità perchè generano poche idee e poi si impegnano per perfezionarle.

Leonardo ha lavorato alla Gioconda per ben 16 anni ma nel mentre si è dedicato ad innumerevoli progetti di ottica. Perchè? perchè l’originalità rifiuta la fretta. Per essere creativi e concreti è necessario iniziare a lavorare con molto anticipo su ogni progetto, per poter avere più tempo da dedicare allo sviluppo e nel mentre portare avanti altri imegni.

Unire ciò che è nuovo con quello che è familiare. Chi propone un’idea al proprio capo dovrebbe introdurla per 30 secondi il martedì, tornare sull’argomento il lunedì successivo e chiedere un feedback il fine settimana. Questa secondo Adam è la formula perfetta. Cita un esempio e parla del film di animazione “Il Re leone” della Disney. Questo film ha guadagnato 1 milione di dollari e aveva un budget di 45 milioni. Il progetto era quello di realizzare una pellicola da un nuovo soggetto, senza ispirarsi ad una fiaba. Sembrava un’iniziativa di serie b quando una delle produttrici pensò di ispirarsi ad Amleto. In questo modo si introdusse una matrice inedita come l’ambientazione africana chev eniva ad unirsi ad un intreccio già noto. Fu la carta vincente del progetto.

Lettura: Essere originali. Come gli anticonformisti cambiano il mondo” edito da Hoepli

JOICHI ITO – Direttore del MIT Media Lab

schermata-2016-12-02-a-17-00-07“Dovremmo essere sempre connessi, pienamente consapevoli, super presenti e apprendere costantemente.”

Ha testimoniato come i nuovi approcci radicali alla scienza e alla tecnologia possano trasformare in modo sostanziale e positivo la società. Software, hardware e biologia sono le principali aree esplorate dal MIT Media Lab, grazie a un’organizzazione (composta da 26 gruppi di lavoro) basata sui principi dell’’antidiscipline’, cioè la capacità di persone di diverse discipline di lavorare insieme a un progetto che non è la somma delle differenti competenze, ma qualcosa di completamente nuovo.  Per Ito è anche qualcosa di più: “Per me ‘antidiscipline’ significa qualcosa o qualcuno che non rientra in alcun campo di studio definito e regolato dalle istituzioni accademiche”. Infine ricorda il mondo prima dell’avvento di Internet, quando le cose erano più lente e semplici, con un lavoro che durava tutta la vita.

L’Intelligenza Artificiale in futuro sarà parte dell’esperienza umana, non un qualcosa di separato. Unire le intelligenze attraverso le connessioni umane con le macchine è fondamentale: Intelligenza colletiva = insieme è meglio. In futuro ci sarà un nuovo sistema di formazione, i giovani saranno efficienti come i computer che progetteranno.

Gli esseri umani dovranno fare un passo in avanti ed essere in grado di fare ciò che le macchine non riusciranno a fare. Il creative learning si basa sulle 4 P: Projects, Peers, Passion, Play.

HEMINIA IBARRA – Docente di Leadership e apprendimento all’INSEAD

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Herminia Ibarra, esperta di leadership e uno dei 10 pensatori di business più influenti al mondo, ha dato un buon consiglio: Siamo narcisi e pigri, costruire network in maniera strategica non è nella nostra natura… Dobbiamo ampliare le nostri reti, serve un range più grande e disomogeneo di persone con le quali collaborare.”

“Act, then think” è  l’insegnamento di Herminia Ibarra. In un mondo che cambia velocemente, infatti, spesso le decisioni prese “di pancia” sono anche quelle più sensate. la Ibarra invita tutti ad abbandonare la propria comfort zone, le proprie routine, le amicizie consolidate, il proprio network di lavoro, per abbracciare nuovi stimoli, dentro e fuori l’organizzazione. «Le aziende, oggi, parlano spesso di insight, di come i dati permettono di conoscere meglio i processi interni. Io credo che sia più corretto, invece, focalizzarsi sugli outsight, quindi conoscere meglio il mondo che le circonda».

ARIANNA HUFFINGTON – Cofondatrice dell’Huffington Post Media Group

schermata-2016-12-02-a-17-26-18Ridefinire il successo in un mondo in rapida evoluzione, 4 strategie per farcela.

Per vincere è necessario avere le “batterie cariche”. Come gli atleti che si preparano alla gara e sanno che devono dormire il giusto numero di ore per tagliare il traguardo. Noi non siamo come le macchine, abbiamo bisogno di dormire, infatti alcuni studi hanno dimostrato che la corteccia prefrontale di chi non ha dormito dà impulsi simili a quella di un ubriaco.

Il vero successo ha bisogno di saggezza. Denaro e potere non riescono a soddisfarci pienamente. Per raggiungere la felicità bisogna adottare un sistema che si basa su 4 pilastri: 

benessere, meraviglia, dono e saggezza.

Per raggiungere la felicità dobbiamo individuare ciò che conta davvero nella nostra vita. Rivalutare il silenzio che ci riavvicina a uno stato di equilibrio. Esercitare la gratitudine  che pondera il vero valore di quello che ci accade. Riscoprire l’intuito, da cui nascono le migliori ispirazioni. Evitare la fretta per ricominciare a godersi la vita.

Provare meraviglia per ciò che ci circonda è possibile a patto che si adotti il giusto paio di “occhiali”. Per coltivare la meraviglia è bene frequentare musei, luoghi inconsueti e lasciarsi travolgere dallo smarrimento delle coincidenze.

Chi esercita la compassione, libera l’immaginazione su ciò che è possibile. Quando l’impulso a donare diventa parte della nostra quotidianità, raggiungiamo una pienezza senza pari.

KEN SEGALL – Ex Direttore Creativo per Apple

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Segall, nel suo intervento al WOBI, si è concentrato su un concetto imparato appunto da Jobs, e “sposato” per tutta la sua carriera: la semplicità come driver per tutte le decisioni aziendali.

“La gente crede che focus significhi esclusivamente accogliere la cosa su cui sei concentrato. Non si tratta per nulla di questo. Significa dire di no a centinaia di altre buone idee. Dalla struttura organizzativa alla pubblicità, dalle feature dei nuovi prodotti al layout del sito web, fino al packaging, la semplicità ripaga sempre, perché il mondo è complicato. Segall è per esempio l’inventore della famosa i minuscola per i nomi dei prodotti Apple. Per il primo computer lanciato dopo il rientro, Jobs voleva un nome immediato, totalmente, diverso, e coerente con lo slogan “think different”: io ho pensato a iMac. Ma lui preferiva MacMan. Poi pian piano ha cambiato idea, ma non mi ha mai dato la soddisfazione di dirmelo».

MARTIN LINDSTROM – Futurologo dei brand e pioniere della psicologia del consumatore

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Martin Lindstrom, tra le 100 persone più influenti al mondo secondo TIME Magazine.

L’idea innovativa portata sul palco dell’evento è quella che l’analisi dei Big Data sta mostrando qualche crepa: le aziende cominciano a capire che i Big Data rischiano di lasciarle all’oscuro su alcuni degli aspetti più importanti dei desideri e delle esigenze dei loro clienti. Secondo Lindstrom, è altrettanto importante comprendere gli Small Data, piccoli indizi che svelano grandi fenomeni e per farlo è necessario osservare da vicino i clienti, guardare le cose con i loro occhi. E cita il grande imprenditore italiano Michele Ferrero (Nutella), che cercava sempre di immedesimarsi nei bambini per intuire i loro veri desideri.

Lindstrom ha citato anche Moravia: “La noia è il motore creativo del mondo”, con lo smartphone sempre in mano non ci annoiamo più… Io cerco di fare da detective e scovare i DNA emotivi, sui dati che hanno a che fare con le emozioni. Noi possiamo avere tutti i Big Data che desideriamo ma, per danzare abbiamo bisogno di un partner: gli Small Data. Gli Small Data sono apparentemente insignificanti, ma in realtà importantissimi per capire i consumatori. Gli Small Data sono i dati frutto dell’intuito, insieme ai Big Data definiscono le azioni aziendali.”

ERIK WAHL – Graffitista e performing artist

schermata-2016-12-02-a-18-19-14“Tutto nella vita è arte. Quello che fai, il modo in cui vesti, in cui ami e in cui parli. Anche il modo in cui gestisci la tua azienda.”

Erik ci invita a non avere paura e per capire chi è davvero Erik vi consiglio di guardare questo video“Lo stato Beta è lo spirito di innovazione, la capacità di abbracciare il cambiamento. Dobbiamo uscire dal business as usual, dalla nostra comfort zone. Pensiamo a tutto quello che potremmo fare nel nostro business se non avessimo paura. La paura influenza la nostra performance, è il rischio di essere troppo strutturati. What’s F.E.A.R.? False Evidence Appearing Real.

Da piccolo amava disegnare, ma smise perché gli avevano detto che non era abbastanza bravo e attento ai dettagli. Da adulto ha ripreso a dipingere e ha iniziato a vedere tutte le cose che aveva imparato sotto un altro punto di vista.

“Dobbiamo ripensare a noi stessi, sperimentare ed essere creativi, anche se ci hanno detto che non lo siamo. Pensare Big Data significa conformarsi a regole univoche. Io volevo esprimere i miei Small Data, l’istinto per troppo tempo represso. La domanda che vi pongo è: come avete intenzione di riaccendere la vostra mente e armonizzare Big Data e Small Data? Come Einstein dobbiamo avere coraggio di guardarci intorno e capovolgere quello che vediamo. Questa è l’arte della visione…”

Tanti spunti interessanti che spero possano esservi di ispirazione, al prossimo World Business Forum!

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