Es Devlin a Seoul: uno specchio, una biblioteca infinita, una casa
Da oltre trent’anni l’artista britannica Es Devlin lavora su un’idea precisa: cosa succede quando le persone si ritrovano insieme in uno spazio condiviso. Le sue installazioni trasformano l’architettura in un palcoscenico dove i libri diventano soglie, la luce scandisce il tempo e gli sconosciuti si trasformano, per qualche istante, in collaboratori. Questa ricerca è ora al centro della sua prima mostra personale in Corea del Sud, 3rd Poem: Es Devlin, Come Home Again, ospitata da FUTURA SEOUL.
Una mostra come poesia
L’esposizione è il terzo capitolo della serie 100 Poems di FUTURA SEOUL, un progetto che affida a un artista diverso il compito di costruire, ogni volta, una mostra concepita come una poesia. Il contributo di Devlin riunisce disegno, scultura, immagine in movimento, suono, letteratura e luce, in un percorso che non è pensato come una retrospettiva tradizionale ma come una sequenza di incontri: si legge, si cammina dentro un’immagine in movimento, ci si perde tra i riflessi, si disegna uno sconosciuto, si riflette sulle altre forme di vita che condividono le nostre città.
Il percorso espositivo
L’esperienza si apre con Infinite Library (2026), un’installazione costruita con file di libri capovolti su cui vengono proiettati disegni e immagini in movimento; a intervalli regolari gli scaffali si aprono per lasciar passare i visitatori. Attraversando questa “biblioteca infinita” si accede a Mirror Maze, un labirinto di specchi che moltiplica i riflessi e altera la percezione dello spazio circostante.



Devlin ha da tempo sviluppato il concetto di “Temporary Society” (Società Temporanea), la comunità che si forma nell’atto stesso di condividere uno spazio per un tempo limitato. A FUTURA SEOUL questo interesse si estende all’architettura stessa: Come Home Again è la prima mostra della serie 100 Poems a integrare la luce naturale nello spazio espositivo, lasciando che il sole modifichi nel corso della giornata gli interni e le viste sul giardino.

Questa relazione tra luce, architettura e tempo torna in Line of Light (2026), installazione nata da un’esperienza personale dell’artista: il risveglio, con un unico raggio di luce percepito ancora prima di riconoscere la stanza intorno a sé. Qui luce artificiale, suono e acqua dialogano con la luce naturale che entra nell’edificio, dando vita a un’opera che cambia di ora in ora.
Un accesso più diretto al processo creativo di Devlin arriva con Screenshare, opera originariamente realizzata nel 2024 che riunisce centinaia di taccuini accumulati dall’artista in 35 anni di lavoro, proiettati su uno schermo di circa 11,6 x 3,6 metri. I quaderni documentano aspetti diversi della sua vita e della sua pratica — disegni della fauna londinese, i figli, idee sviluppate con i collaboratori — insieme a riprese realizzate nel 2008 con il danzatore Dam Van Huynh. I visitatori possono portare a casa uno schizzo tratto dall’installazione, facendo così uscire una parte dell’archivio dell’artista dallo spazio della galleria.


Specie in via di estinzione tra Londra e Seoul
L’opera che dà il titolo alla mostra, Come Home Again, è stata creata appositamente per Seoul nel 2026. Compensato dipinto, suono, elementi LED, disegni e voci si combinano per riflettere sulle specie a rischio presenti a Londra e a Seoul: i visitatori possono imparare i nomi di queste specie minacciate e cantarli insieme, in un gesto che lega la biodiversità alla diversità linguistica, entrambe esposte al rischio di scomparire. Il lavoro amplia una ricerca già avviata da Devlin a Londra, mettendo in relazione due città lontane per geografia e cultura ma accomunate dalle stesse urgenze ecologiche.



La partecipazione del pubblico
Il coinvolgimento diretto dei visitatori prosegue con Collective Portrait, dove sconosciuti si siedono l’uno di fronte all’altro attorno a un tavolo condiviso per ritrarsi a vicenda, componendo nel tempo un archivio collettivo di volti. Collective Reading integra invece il pubblico attraverso la letteratura, offrendo uno spazio per incontrare i libri che hanno influenzato il pensiero e la pratica dell’artista.


Es Devlin
3rd Poem: Es Devlin, Come Home Again
August 20, 2026–January 17, 2027
FUTURA SEOUL
61 Bukchon-ro, Jongno-gu, Seoul 03052, South Korea
Una nota personale
Vi confesso una cosa: leggere del lavoro di Es Devlin mi ha fatto venire voglia di fermarmi un attimo e riflettere. Chi lavora nel mondo degli eventi e della creatività, come me, ha bisogno costante di “nutrimento”: osservare quello che succede attorno a noi, leggere, viaggiare, lasciarsi sorprendere da un’installazione, da uno spazio, da un’idea che non avremmo pensato possibile. Non è un vezzo, è quasi un dovere professionale: senza input nuovi, senza esperienze vissute in prima persona, finiamo per ripetere sempre gli stessi schemi.
Ed è proprio per questo che tra poco mi sposterò a Venezia per la Biennale d’Arte: voglio vedere con i miei occhi, respirare l’atmosfera, lasciarmi ispirare da linguaggi diversi, e portare a casa spunti freschi da condividere con voi, qui sul blog. Quindi… restate in ascolto! 👀 Vi racconterò tutto.



