Events&Co,  Olimpiadi Milano - Cortina 2026

Olimpiadi Milano – Cortina, il viaggio è appena cominciato!

Come in occasione di Expo Milano 2015 ho deciso di inaugurare una nuova sezione del mio Blog per raccontare le fasi di avvicinamento e organizzazione dei Giochi Invernali Olimpici e Paralimpici di Milano – Cortina 2026.

Expo Milano 2015 è stata una grande avventura e a furia di raccontarla questa avventura è finata che poi ho anche lavorato per questa grande manifestazione.

Per chi fa il mio lavoro ora come ora è sicuramente difficile immaginare scenari rosei, visto che questa Pandemia ha messo praticamente in ginocchio il settore sportivo e degli eventi, ma la vera partita si gioca proprio in questi anni. Per organizzare un evento del genere occorre coraggio e visione, perché quello che è sicuro è che prima o poi questa emergenza finirà e occorrerà gettare le basi per il futuro non solo di Milano e Cortina, ma dell’Italia intera.

Molte cose sono successe da quando il Comitato Olimpico Internazionale ha decretato che sarà il nostro Paese a ospitare le Olimpiadi Invernali del 2026. Devo dire che il giorno della proclamazione mi sono davvero emozionata ed è stato bellissimo vedere la gioia e l’entusiasmo del Sindaco Giuseppe Sala e di tutto il team.

IL DOSSIER DI CANDIATURA

Prima di arrivare ad una vittoria però c’è un grande lavoro di ricerca ed analisi e per farvelo capire vi faccio vedere il dossier di candidatura che ho trovato in rete. Non so se sia il documento definitivo, ma è giusto per farvi capire che le fasi di candidatura richiedono molto impegno e tantissimo lavoro. Ben 127 pagine in cui vengono analizzati tutti gli aspetti che poi di fatto hanno decretato la vittoria dell’Italia.

IL VIDEO EMOZIONALE

Appena 3 minuti per mostrare le meraviglie italiane, a partire dai nostri splendidi paesaggi per arrivare alla millenaria cultura di cui possiamo farci vanto: è questo il video che ci ha permesso di vincere la sfida contro Stoccolma per l’assegnazione dei Giochi Olimpici Invernali 2026. Il breve filmato, a opera di Marco Balich, è stato presentato ai membri della giuria in occasione della candidatura di Milano-Cortina 2026, e a quanto pare è riuscito nel suo intento. Sono decine di immagini, istantanee del nostro bellissimo Paese, che raccolgono alcune delle nostre principali magnificenze: i paesaggi delle Dolomiti e lo skyline di Milano, la splendia laguna di Venezia e le montagne innevate.

Ma non solo: il video racchiude scatti che ricordano come l’Italia sia la culla di arte e cultura millenaria, di passione per il cibo e di grande calore umano. Per non parlare, poi, dell’importanza che riveste lo sport – qualsiasi sport – per il nostro popolo. Ed ecco allora scorrere foto di impianti sportivi già pronti ad accogliere migliaia di appassionati, foto di tifosi che si stringono attorno ai loro eroi nel festeggiare l’ennesima impresa memorabile. In sottofondo, una voce profonda e sognante racconta tutte queste meraviglie, con un ritmo quasi poetico che ci permette di immergerci completamente in questa carrellata di scatti che ci ricordano perché l’Italia è un grande Paese, e perché Milano-Cortina 2026 ha meritato questa fantastica vittoria.

IL LOGO OLIMPICO

Sarà «Futura» il logo olimpico (e paralimpico) che accompagnerà verso i Giochi di Milano Cortina del 2026, primo marchio olimpico scelto dopo un referendum popolare, lanciato durante il festival di Sanremo e promosso anche sui canali del Comitato olimpico internazionale (Cio). L’annuncio della vittoria, con il 75% dei voti, è arrivato durante un incontro in ponte streaming tra la Torre Allianz, sede della Fondazione Milano Cortina 2026, e il Salone d’Onore del Coni a Roma. Futura porta in dote un messaggio incentrato sulla sostenibilità.

Il logo Futura — nella sua versione in movimento — è la traccia lasciata da un dito sulla neve, a simboleggiare l’impatto leggero che la manifestazione avrà dal punto di vista ambientale. I designer hanno voluto scegliere il bianco proprio per questo motivo, con l’effetto del dito che disegna «senza inchiostro» aprendo finestre su altri scenari. Nel bianco, scelto e molto apprezzato anche dagli stessi membri della fondazione, c’è anche un altro messaggio, profondamente intrinseco nella comunicazione olimpica, e cioè l’inclusione e la parità di tutti.

L’IMPATTO ECONOMICO E SOCIALE

I Giochi Olimpici avranno un grosso impatto economico per l’italia, soprattutto se si considera un incremento del pil di 4,3 miliardi entro l’anno in cui inizieranno i giochi e che nelle casse dello stato entreranno tra i 450 e i 500 milioni di gettito fiscale aggiuntivo. Queste stime emergono incrociando i dati di due studi allegati alla domanda di candidatura dell’Italia a cura delle Università Bocconi, La Sapienza e Ca’ Foscari.

L’effetto generato da grandi eventi non è stato semplicemente quello di attirare un po’ di turisti, ma di riposizionare le città nel contesto internazionale.

Bisogna sempre credere nella potenzialità che ha un grande evento come questo di generare sviluppo economico, proprio come è stato per Expo nel 20215. Non solo l’impatto sui territori sarà rilevante anche a livello sociale (sono previsti 35 mila nuovi posti di lavoro a tempo pieno di cui 22.170 in Lombardia e 13.800 in Veneto) ma a beneficiarne sarà l’intero paese. I ricavi potrebbero invece arrivare a 3 miliardi di euro sempre secondo l’analisi dell’Università Bocconi.

IL PASSATO INSEGNA

Guardando al passato, ci si rende conto di come ci siano dei rischi dietro l’angolo. Torino venne di fatto ricostruita per ospitare le Olimpiadi invernali del 2006, ma dopo la manifestazione la città è sprofondata in una crisi che ha raggiunto in questi anni il suo momento peggiore. Centinaia di milioni, se non miliardi, spesi per opere che a evento finito si sono trasformate in scheletri edilizi in disuso. Ma il modello Expo 2015 ha insegnato molto all’Italia, gli eventi e le infrastrutture devono essere restituite alla collettività (anche in nuova veste) alla fine dell’evento.

Vi racconto un esempio virtuoso per farvi capire che impatto può avere sul territorio una manifestazione del genere.

Le Olimpiadi di Barcellona del 1992 rappresentano, oltre al più importante esempio di trasformazione urbana degli ultimi trent’ anni, la perfetta testimonianza di come si possa aprofittare di eventi di rilevanza internazionale per modificare e migliorare lo spazio pubblico.

Dopo aver vinto la gara per organizzare le Olimpiadi, Barcellona iniziò a ricevere risorse straordinarie per compiere grandi interventi urbanistici che altrimenti non si sarebbero realizzati, quantomeno non con la stessa velocitá. Cosí, si identificarono le quattro aree urbane piú importanti che avevano bisogno di una profonda trasformazione con l’obbiettivo di coprire le necessitá olimpiche e allo stesso tempo modernizzare la cittá.

PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE

La strada per arrivare a organizzare l’apparato infrastrutturale capace di accogliere i Giochi olimpici invernali del 2026 è ancora lunga ed è molto probabile che su questo terreno si giocheranno anche sfide politiche nei prossimi anni. Per arrivare al traguardo operatori economici e istituzioni pubbliche dovranno essere capaci di collaborare.

A giudicare dai primi accordi siglati la città di Milano si sta muovendo nella giusta direzione.

Saranno quattro quindi le strutture impegnate sul suolo milanese e protagoniste delle gesta degli atleti in gara. Ciascuna verrà ritoccata, aggiornata, rinvigorita e ammodernata, e questo è già un ottimo investimento per lo sport in tutto il capoluogo. Ma le Olimpiadi invernali 2026 porteranno molto altro a Milano. Innanzitutto la zona del Villaggio Olimpico nasce grazie al progetto di riqualificazione dei sette scali ferroviari cittadini. Inoltre nei padiglioni della Fiera di Milano-Rho verrà installato il mega center che ospiterà tutti i media, altra occasione per la città.

Render rappresentante il Villaggio Olimpico allo Scalo di Porta Romana

Uno dei progetti più ambiziosi è proprio la costruzione del Villaggio Olimpico allo scalo di Porta Romana che ospiterà gli atleti delle Olimpiadi Invernali in gara a Milano su una superficie di 19 ettari, 1260 letti con 70 camere singole e 630 camere doppie e sarà completato otto mesi prima dell’apertura dei Giochi. Alla fine della manifestazione gli spazi saranno destinati a residenze universitarie, spazi versi ed esercizi commerciali.

Quello che vedete è il Masterplan del team Outcomist il progetto vincitore del concorso internazionale per la riqualificazione dello Scalo Romana di Milano. Il progetto è stato presentato dal team Outocomist, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati, con Gross. Max., Nigel Dunnett Studio, Arup, Portland Design, Systematica, Studio Zoppini, Aecom, Land, Artelia ed è stato scelto tra sei team finalisti. Il concorso è stato bandito dal Fondo Porta Romana, partecipato da Coima Esg City Impact Fund, Covivio e Prada Holding.

Il nuovo Distretto è caratterizzato da una piazza pubblica a più livelli che fa da ponte sui binari attivi per collegare al grande parco Piazza Lodi, la Stazione della Circle Line e gli edifici a uso ufficio previsti nel settore orientale dello Scalo.

Questo intervento sarà seguito dall’ampliamento del Mediolanum Forum di Assago e dai lavori all’Allianz Cloud per ospitare le gare delle diverse discipline, dalle modifiche che interesseranno il Palasharp per diventare Hockey Arena, e – dulcis in fundo – dagli allestimenti in Piazza Duomo per la Medal Plaza, dove si svolgeranno le premiazioni degli atleti in gara a Milano.

Allianz Cloud (ex Palalido) inaugurato a giugno 2019

Un altro dei progetti più ambiziosi è sicuramente il Palaitalia, un’Arena di ben 15mila posti che farà da punta di diamante al piano di riqualificazione per le Olimpiadi Invernali e che riguarderà il quartiere Santa Giulia alla periferia sud-est della città.

Render rappresentante l’area dove sorgerà il PalaItalia

PIAZZA PIOLA

Molto interessante anche il progetto di riqualificazione di Piazza Piola che non è direttamente collegato alle Olimpiadi ma sicuramente beneficia della spinta propulsiva della manifestazione. Ventuno alberi di ciliegio intervallati da undici panche in granito rosa e un nuovo percorso pedonale a forma di goccia per richiamare la leggerezza dell’acqua. Così sarà in primavera il giardino Teresa Pomodoro in piazza Piola, grazie all’intervento di riqualificazione promosso da Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro nell’ambito di “Cura e adotta il verde pubblico”.

Il progetto si completerà con la posa di un monumento composto da cinque gradoni cilindrici di diverse altezze sui cui saranno poste le opere dello scultore Kengiro Azuma: “Colloquio”, una scultura formata da due rospi in bronzo, e la “MU – 765 Goccia”. Un’installazione che ricorda una scenografia teatrale, capace di rappresentare un teatro a cielo aperto. Dal passaggio pedonale di via Pacini infine si potrà raggiungere il monumento attraverso una nuova pavimentazione larga quattro metri in direzione del teatro, a simboleggiare un dialogo tra Teresa Pomodoro e l’artista Azuma.

Credits: temizen.zenworld.eu

Naturalmente i progetti sono in continua evoluzione e potranno subire delle modifiche e migliorie ma quello che è sicuro è che le novità previste sono tante e continueranno ad aumentare giorno per giorno; non ci resta che aspettare, e intanto goderci tutto quello che verrà!

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