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Via dalla pazza folla

Vi suggerisco di guardare questo film se siete amanti del genere.
“Via dalla pazza folla” Vinterberg l’ha succhiato fino al midollo e, come un animale dai sensi amplificati, ne ha percepito odori e sapori, captando gli infinitesimali movimenti interni ed esterni dell’umanità rappresentata di cui ha riprodotto perfino il respiro. Il tutto in perfetta armonia con una natura viscerale da filmare nel suo continuo divenire: con le stagioni che si succedono, l’erba che cresce…Felicemente lontano dalle leziosità che spesso guastano gli adattamenti di romanzi inglesi, Via dalla pazza folla, però, lascia filtrare, fra corse a cavallo nei boschi e fruscii di abiti in seta, una certa ironia sorniona, e capita di sorprendere Vinterberg a sorridere di qualcuno, per esempio dell’ossessione amorosa dell’inerme William Boldwood per la deliziosa Batisheba Everdene, la protagonista della storia. Via dalla pazza folla è soprattutto lei, il suo sguardo ora sfrontato ora sfuggente, il suo modo di muoversi rapido e deciso, e una sua battuta che, come un dardo infuocato, trapassa secoli di storia e di maschilismo: “E’ difficile per una donna spiegare i propri sentimenti usando una lingua che è stata creata principalmente dagli uomini per esprimere i loro”.

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