Romanticismo da smartphone

Laure Prouvost FREE“Viaggiare è scoprire qualcosa di nuovo, soprattutto di sé: costringe a confrontarsi con il diverso in ogni sua forma, e a sperimentare incomprensione e incomunicabilità”.

La pensa così l’artista Laure Prouvost, vincitrice del premio Turener Prize (2013) per le sue opere multimediali capaci di conciliare memorie classiche e linguaggio Instagram. Durante la sua permanenza di sei mesi in Italia il suo progetto è stato quello di lavorare sull’idea del Grand Tour invece di riportare la sua visione del Paese. Una visione sicuramente romantica del “turismo” intrisa di nostalgia del passato, ma anche di aspetti contemporanei, dall’uso continuo dello smartphone per immortalare ogni momento alla velocità degli spostamenti. Contraddizioni difficili da descrivere. L’unico modo era giocare con la modalità con cui i sensi possono essere influenzati dalla memoria. Così sono nate opere come Wanderer e Farfromwords. In Wanderer ad esempio ognuno può scegliere la propria narrativa e perdercisi dentro, perchè anche solo osservando un quadro ognuno può sviluppare una sua visione personale. Alla fine l’artista è solo una persona che fornisce storie, sta allo spettatore fare l’altra metà dell’opera. Laure predilige luoghi e posti che non conosce perchè è in quel mix di ansia e felicità che si cela il fascino del viaggio. Una volta le hanno rivolto questa domanda in un’intervista: come spiegherebbe la sua arte a un bambino? “I bambini non hanno bisogno di alcun tipo di spiegazione. Davanti a un’opera d’arte, sono molto più intuitivi e aperti degli adulti. Più abituati a usare l’immaginazione e a creare mondi paralleli in cui vivere anche se soltanto per pochissimi minuti”. L’arte di Laure ha una forte relazione col linguaggio e l’incomprensione. Da piccola aveva difficoltà a esprimersi, e ha trovato nell’arte un modo differente di comunicare. Poi dalla Francia si è trasferita in Gran Bretagna, e ha dovuto affrontare quella stessa difficoltà scontrandosi con una lingua straniera. Ognuno crea una propria visione delle cose e a volte queste visioni portano il linguaggio oltre l’originario significato delle parole.

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Mi ha colpito sapere che alla fine di ogni sua email questa è la sua firma: “Prouvost and sons” (Promuoviamo le imperfezioni). Per Laure l’imperfezione è un aspetto fondamentale della bellezza, e fa parte della vita, ed è il sale della differenza. E spesso sta alla base del fraintendimento, che è uno degli aspetti che più la interessa approfondire con il suo lavoro. Le imperfezioni consentono alle idee di entrare nell’opera, altrimenti tutto sarebbe statico e prevedibile. Gli errori e le imperfezioni possono condurre dovunque. Il più delle volte dove non te lo aspetti.

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