SOCHI 2014

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Alcuni giorni fa ho potuto ammirare la Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali 2014 di Sochi. Rispetto alla Cerimonia di Apertura l’ho apprezzata di più. Era intima, emotiva, si riusciva a vedere e sentire la storia che c’era dietro. La mia curiosità e il mio lavoro mi portano ad osservare con attenzione questi eventi, anche perchè il mio sogno più grande è quella di poter contribuire creativamente ad uno di questi show. Un’introduzione fiabesca e il conto alla rovescia aprono l’evento. Il primo elemento che viene celebrato è il Mare, molto importante per i Russi e per gli stati limitrofi. Una nave volante solca il cielo dello stadio e  incanta il pubblico. Poi con sapiente ironia si allude al fiocco di neve che durante la cerimonia di apertura non si era trasformato in cerchi. Entrano nello stadio Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, e Thomas Bach, presidente del CIO. Inno nazionale cantato dalle voci bianche e alzabandiera. Momento d’orgoglio per la Russia. Finalmente entrano i veri protagonisti di queste Olimpiadi: gli atleti.

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Si apre una rampa al centro del Fisht Stadium e sulle note di “One more time” dei Daft Punk comincia la passerella allegra e gioiosa con i tradizionali portabandiera.

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Thomas Bach, presidente del CIO, e Gian Franco Kasper, presidente FIS, premiano, come da tradizione, le donne che hanno vinto la 30 km di biathlon e gli uomini vittoriosi nei 50 km di sci di fondo. Dopo le premiazioni lo spettacolo può continuare e viene rappresentata un’opera di Marc Chagall, pittore russo naturalizzato francese. Ancora una volta

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la musica scandisce la scena e 62 pianoforti scivolano al centro dello stadio in una fantastica coreografia sulla note di Rachmaninov. Lo stadio assume profili inaspettati e il pubblico è catapultato nelle magiche atmosfere del Teatro Bolshoi, storico centro teatrale di Mosca in cui vengono allestiti balletti, opere e spettacoli teatrali. L’anima della Russia viene rappresentata attraverso i suoi scrittori più famosi: Cechov, Dostoevskij, Tolstoj, Bulgakov, Aleksandr Solzenicyn e molti altri. Non poteva sicuramente mancare un riferimento alla straordinaria arte circense e così viene ricreato un vero e proprio circo con funamboli ed esibizioni mozzafiato.

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La La bandiera olimpica lascia il Fisht Stadium di Sochi, tutto è pronto per il passaggio di testimone a  Pyeongchang, sede dei prossimi Giochi Olimpici. La nuova destinazione si presenta al mondo attraverso uno spettacolo di luci e colori e dopo i discorsi

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di chiusura le tre mascotte salutano il pubblico sulle note della canzone di Aleksandra Pachmutova “Addio Mosca”. La fiamma Olimpica viene spenta dal soffio gentile dell’orso. Immagine molto poetica. I fuochi d’artificio chiudono l’evento e il cielo di Sochi si illumina di mille bagliori.

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